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Archeologia domestica

31 gennaio 2009

Ho passato gli ultimi due giorni a mettere ordine tra cumuli di carte che si sono depositate nel corso degli ultimi vent’anni. Una volta finita la parte tediosa di estratti conto, contabili, bollette telefono-luce-gas, cartelle mediche, multe, ecc., e toccato a un altro tipo di cartacce, tra le quali:

  • biglietti da visita di persone contattate per lavoro per uno spessore totale di 3 cm.
  • biglietti da visita di ristoranti/alberghi/ostelli per uno spessore totale di 6 cm.
  • piantine di: Amiens, Barcellona, Bologna (2), Breda (2), Bucarest, Budapest, Copenhagen, Dublino, Firenze, Francoforte, Friedrichshafen, Haparanda/Tornio, Helsinki, Lisbona (2), Londra, Lubiana, Oslo, Salonicco, San Sebastian, Stoccarda, Stoccolma, Zurigo.
  • Biglietti dei trasporti pubblici di Amsterdam, Berlino, Budapest, Dublino, Lisbona, Monaco di Baviera, Porto.
  • Un tovagliolino di carta del Nordsee.
  • Una pagina del quotidiano svedese Expressen, dalla quale appresi che in svedese Garfield si chiama Gustaf, Kalvin & Hobbes sono Kalle & Hobbe e soprattutto “Era una notte buia e tempestosa” diventa “Det var en mörk och stormig natt.”
  • Modulo per dichiarazione doganale dove si legge “Keep for the duration of your stay in the U.R.S.S.”
  • Biglietto Inter Rail del 1991 con il seguente percorso: Milano – Amsterdam – Berlino – Stoccolma – Haparanda – Stoccolma – Copenhagen – Amburgo – Colonia – Ostenda – Londra – Dublino – Londra – Calais – Milano.
  • Biglietto Inter Rail del 1992 con il seguente percorso: Milano – Vienna – Praga – Berlino – Amsterdam – Rotterdam – L’Aja – Amsterdam – Copenhagen – Stoccolma – Haparanda – Stoccolma – Copenhagen- Amburgo – Milano.
  • Un depliant preso all’Expo 200 di Hannover, nel padiglione dell’Estonia. Tra le altre cose, nel depliant gli estoni tengono a precisare che: l’Estonia non è la nazione più piccola del mondo, l’orso polare più vicino si trova a 2000 km di distanza, ci sono diverse giornate di sole,  non c’è il re e gli estoni amano cantare.
  • Una fattura dell’Hotel Intercontinental di Bucarest per un totale di 7.615.100 Lei. Roba da far impallidire anche la cara vecchia Lira.
  • Una multa per divieto di sosta presa a Budapest nel 2002; appena prima di rientrare in Italia. Non trovai l’ufficio postale per pagarla. Che peccato.
  • Il foglio su cui avevo disegnato il mio primo tatuaggio.
  • Un foglio del menu di un ristorante di Mosca. Piatti “italiani” scritti in cirillico tra cui spiccano Rigatoni col tonno $15, Risotto verde i scampi $18, Escalop “Milanes” $21 e per finire il notevole Pollo i salsicce con funghi i peperoni $14. Sul retro del foglio il punteggio delle partite a scala 40 tra me R. e G.
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