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Come NON si combatte l’evasione

27 giugno 2007

Circa 3 settimane fa, entro in ufficio e trovo una missiva spedita dal Comune di Milano. Tramite questa, vengo a sapere che il suddetto comune ha avviato un “Progetto di recupero dell’evasione TARSU – ICI”.  Siccome il Servizo TARSU e il Servizio ICI del Settore Finanze e Oneri Tributari del Comune di Milano non sono per qualche motivo in grado di condurre questo progetto, l’incarico viene affidato a un’Associazione Temporanea di Imprese, nello specifico la Esatri S.p.a. e la Engineering Sanità Enti Locali S.p.a.

L’iniziativa è certamente lodevole ma cosa vogliono da me il Comune di Milano e le imprese a cui è stato affidato il progetto? Molto semplice; mi convocano per non meglio precisate “incongruenze” relative al pagamento di 5 anni di ICI e a 6 anni di tassa sui rifiuti.

Tralasciamo un momento la tassa sui rifiuti e concentriamoci sull’ICI. Se un comune vi affidasse l’incarico di verificare l’evasione dell’ICI come vi muovereste? Innanzitutto l’ICI è un’imposta a carico del proprietario dell’immobile. Si suppone che i comuni abbiano un catasto, ovvero un registro in cui sono elencati i vari immobili con i relativi proprietari. Logica vorrebbe che si scorresse questo elenco per vedere se qualcuno dei proprietari non ha pagato l’ICI.

Invece l’accertamento arriva alla mia azienda, che non solo è in affitto, e quindi non è tenuta al pagamento dell’ICI sui locali che occupa, ma non è proprietaria di alcun immobile, né nel Comune di Milano, né su tutto il resto del territorio nazionale.

Ora la domanda è: se non siamo proprietari di immobili come siamo finiti sotto accertamento per l’ICI? L’unica risposta che mi viene in mente è che si siano affidati ad altri elenchi. Ad esempio potrebbero aver chiesto ad AEM l’elenco delle persone  fisiche  o giuridiche che hanno in essere un contratto per la fornitura di corrente elettrica.  Se questo fosse il caso, significherebbe che convocazioni simili siano state (o verranno) spedite a chiunque occupi dei locali in affitto e sia titolare di un contratto AEM.

Passiamo alla TARSU (ovvero la Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani). Qui la situazione è più complessa; a quanto ho capito infatti la TARSU può essere pagata dal proprietario, dall’inquilino o dal condominio. In questo caso, sempre procedendo con un po’ di buon senso, si parte dall’elenco degli immobili forniti dal catasto e da quello dei vari pagamenti effettuati.  In questo modo si dovrebbe trovare l’elenco degli immobili per i quali non è stata pagata la TARSU e su questi si effettua la verifica. Nel mio caso, la TARSU viene pagata dal condominio, che poi provvede a suddividere la somma nelle spese condominiali, quindi, procedendo come sopra esposto, tutto lo stabile dove abbiamo i nostri uffici avrebbe dovuto essere escluso dall’accertamento sulla TARSU.

Il risultato di ciò è che domani dovrò sprecare mezza giornata del mio tempo, grazie ad un appuntamento strategicamente fissato alle 10:45 di mattina, per recarmi a dimostrare che qualcun’altro ha già pagato i tributi che mi contestano.

Siccome mi trovo nella situazione in cui “i tributi sono assolti da altro soggetto”, dovrei presentarmi con idonea documentazione (che immagino sia copia dei versamenti ICI del mio padrone di casa e dei versamenti TARSU effettuati dall’amministratore del condominio) e con l’autocertificazione del soggetto che assolve ai tributi (che nel mio caso sono due), con ulteriore spreco di tempo da parte mia per recuperare tale documentazione e da parte di altri per produrla.

Tutto questo si traduce nel fatto che il Comune di Milano ha affidato un incarico a gente che non è in grado di assolverlo in maniera efficiente. Se come immagino non sono l’unico a trovarsi in questa situazione, il “Progetto di recupero dell’evasione TARSU -ICI” prevede che si spari nel mucchio, costringendo i malcapitati a produrrre quella documentazione che loro non sono stati in grado di andare a richiedere ai diretti interessati. Suppongo che il Comune di Milano abbia pagato dei bei soldi a Esatri/ESAL per la realizzazione del progetto e queste fanno in modo che parte del loro lavoro venga svolto da persone che non avrebbero dovuto nemmeno essere interpellate.

Siccome a me non piace lavorare gratis, domani mi limiterò a fornire nominativo e recapito dei due soggetti che pagano ICI e TARSU. La documentazione idonea se la dovranno andare a recuperare loro.

Se anche voi vi trovate nella stessa mia situazione, con richieste campate in aria da parte del Comune di Milano, vi prego di farmelo sapere, perché al momento la voglia di raccogliere un po’ di casi e scrivere a qualche associazione di consumatori è molto forte.

Bau.

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