

Paul the Wine Guy ha chiuso. Viva Paul the Wine Guy!
G8, un secolo di carcere ai black bloc “Illegittima la carica di via Tolemaide” – titolo di la Repubblica.it
Leggendo l’articolo si scopre che la carica illegittima è della polizia.
“Incontra centinaia di belle donne che vogliono diventare sporco a letto.” – Inserzione su Facebook
E’ il giorno del ritorno a casa. Piove. Questa volta un po’ più seriamente di domenica, ma considerata la media di 15 giorni di pioggia su 30 a settembre, non possiamo lamentarci. La mattina viene spesa gironzolando per il centro di Borås, cercando rifugio in negozi di casalinghi e in caffetterie stile Starbucks.

"Cucina tipica svedese"
Per la serie “cucina tpica svedese” veniamo portati in un ristorante thailandese che offre pranzo a buffet bevande incluse per l’equivalente di 8 euro. Sorvolo sul riflesso pavloviano che si scatena in me all’udire la parola buffet.
Dopo saluti, baci e abbracci, pullman fino a Göteborg e poi pulmann fino al microaeroporto. Un’analisi più approfondita mostra che il microaeroporto è dotato anche di un negozietto di souvenir dove riusciamo a disfarci di tutte le corone ancora in nostro possesso. Succede quando si esce dall’Eurozona, ma in compenso l’affezione svedese per la valuta locale fa si che per effetto della svalutazione i prezzi siano più abbordabili adesso di vent’anni fa, quando si dovevano cambiare le Lire.
Atterriamo a Orio al Serio e poi pullman fino in stazione centrale. Si entra a Milano da via Palmanova. Fermi a un semaforo in Via Leoncavallo, la coppia di pensionati svedesi nei sedili davanti cerca di tradurre il 6×3 con la pubblicità dell’IKEA. Io guardo fuori dal finestrino e scopro che passare da Göteborg a Milano fa lo stesso effetto che passare da Milano a Casabanca.
Posso capire che il regista ultrasettantenne, che si scopava la poco più che maggiorenne figlia adottiva della sua compagna, si schieri in difesa dell’altro regista ultrasettantenne che trent’anni fa ha drogato e sodomizzato una ragazzina di tredici anni. Ma tutti gli altri che scusa hanno?
“I media seminano odio”
A- Silvio Berlusconi
B- Roberto Micheletti
C- Tutti e due
D- C’è differenza?
Lunedì io e B. ci avventuriamo alla volta di Göteborg. Prima però dobbiamo andare con S. ad accompagnare la figlia a scuola. Apprendo che in Svezia, fino all’equivalente della nostra terza media, non esistono i voti. Mentre sono davanti alla scuola con B. sento qualcosa che si avvinghia alla gamba destra. Guardo in basso e vedo una bambina bionda che mi guarda, sorride e scappa via. Essendo l’unico uomo adulto nei paraggi deduco che non posso essere stato confuso con il padre della bambina, è quindi chiaro che l’attrazione per l’uomo italiano è codificata nei geni delle svedesi.

Göteborg - Parcheggio per cardiopatici
Dopo un ora di pullman arriviamo a Göteborg. Entriamo nel Nordstan (il più grande centro commerciale della Scandinavia) alla ricerca dell’ufficio turistico, per accaparrarci una mappa della città. In Svezia i negozi aprono verso le 10 di mattina e il Nordstan è semi-deserto, ma davanti alla rivendita degli alcolici iniziano ad addensarsi alcuni “cronici”.
Göteborg è una città pulita, ordinata, tipicamente scandinava. Essendo stata fondata nel XVII secolo, non ha edifici particolarmente vecchi. Gironzoliamo un po’ per le vie del centro e poi percorriamo la Kungsportsavenyn, la via principale della città, costellata di ristoranti e pub. Al venerdì sera deve essere uno spettacolo. Proseguendo nel nostro giro arriviamo all’Universeum, un museo della scienza dove si trovano tra le altre cose un acquario, una riproduzione dei vari ambienti acquatici svedesi con pesci e anfibi locali, e una biosfera che riproduce la foresta tropicale (comunque meno afosa della piscina comunale di Borås). Non manca ovviamente la parte “sperimentale” dove si può pasticciare con una serie di cose e stuzzicare il nerd che è in me.

I resti del "tipico pasto svedese del lunedì"
Dopo aver passato alcune ore all’Universeum torniamo sulla Kungsportsavenyn alla ricerca di un posto per pranzare. Cediamo davanti a un Burger King, che ha l’indubbio vantaggio di non richiedere di decifrare menu in svedese (Si, ok in Svezia tutti parlano inglese e un cameriere ti spiega sicuramente cosa stai per mangiare, però non avevamo voglia di sbatterci).
Dopo pranzo torniamo a girare per il centro. In alcuni punti della città, ad esempio il crocevia davanti alla Stazione Centrale, non ci sono gli attraversamenti pedonali (o quantomeno non sono molto visibili). Fortunatamente in Svezia, se un pedone scende dal marciapiede, i veicoli a motore rallentano o si fermano e lo lasciano passare. Vien voglia di attraversare anche se non ne hai bisogno, solo per lo stupore nel constatare che gli automobilisti non provano a vedere se le onde sonore del loro clacson o i fasci di luce degli abbaglianti sono in grado di smaterializzarti.
Tornati a “casa” dalla gita, S. si mostra stupita del fatto che abbiamo preferito Burger King a un qualsiasi ristorante svedese e rimedia preparando köttbullar (che si pronuncia scettbullar e sono le tipiche polpettine svedesi) e äppelpaj (che è una specie di torta di mele).
Sembra che l’anno scorso la primogenita di S., durante una visita in Italia, abbia scoperto che l’acqua del mare può avere temperature diverse da quelle prossime al punto di congelamento ed è possibile immergercisi. La piccola ci tiene a mostrare a B. i suoi progressi natatori, motivo per cui la domenica si apre con una puntata alla piscina comunale di Borås. A giudicare da questa, le piscine svedesi cercano di ricreare al loro interno il clima tipico di un’isola tropicale o di una sauna finlandese. Pur essendo entrato come semplice visitatore mi trovo comunque costretto a rimanere in pantaloncini corti e a considerare che tanto valeva portarsi dietro il costume da bagno e tuffarsi in acqua.

Uno dei circa 95.700 laghi della Svezia
Una volta accontentata la seienne torniamo verso casa e ci prepariamo a dedicarci all’attività preferita degli svedesi quando capita una domenica di sole con temperatura esterna accettabile: andare in riva a un lago a grigliare carne. Del resto trovare un lago in Svezia non è un grosso problema, ce ne sono quasi 100.000. Dunque si recupera la griglia portatile, la carbonella e si va al supermercato a rifornirsi di Ćevapčići e salsicce di Kranj (la consistente immigrazione dall’ex Jugoslavia assicura la facile reperibilità di certi prodotti nei negozi svedesi). Non facciamo a tempo a finire di grigliare la carne che inizia a piovere. Raccogliamo tutte le nostre cose e torniamo a casa dove finalmente, attorno alle 17, riusciamo a pranzare.

Agli svedesi piacciono le casette in legno con giardino e bandiera nazionale d'ordinanza
Subito dopo pranzo, a ben 24 ore dal mio arrivo, arriva la domanda che tutti aspettavano: “Ma quel Berlusconi che cosa combina?” Vorrei spiegare che speravo di passare 4 giorni senza sentir parlare dell’Italia, del nostro primo ministro e soprattutto delle sue imprese sessuali. Mi accontento invece di esibire il mio sguardo da gattino triste sperando che venga colto il messaggio.
La sera sbirciando la TV di stato svedese, noto un lungo servizio nel quale viene intervistato un quarantenne aitante, capello lungo raccolto in una coda di cavallo, orecchino al lobo sinistro e occhialini tondi. Alla prima sovraimpressione scopro trattasi del ministro delle finanze (di centro-destra). Penso subito a Tremonti e mi torna lo sguardo da gattino triste.
